3 novembre 2026
Dieta chetogenica e massa magra: una riduzione misurata non equivale sempre a perdita muscolare
Riferimento dello studio
Aragon AA, Campbell BI, Schoenfeld BJ, Stout JR, Kalman D, Arciero PJ, Arent SM, Kreider RB, Taylor LW, Bannock L, Wildman REC, Kerksick CM, Antonio J. International Society of Sports Nutrition position stand: diets for body weight reduction. Journal of the International Society of Sports Nutrition. 2026;23(1):2740266. doi: 10.1080/15502783.2026.2740266.
Studio originaleUn nuovo documento di posizione della International Society of Sports Nutrition (ISSN), pubblicato nell’ottobre 2026, ha esaminato le principali strategie alimentari per la riduzione del peso, concentrandosi anche sulla qualità del dimagrimento e sulla preservazione della massa magra. Si tratta di una valutazione critica della letteratura, approvata dalla società scientifica, e non di un nuovo studio sperimentale. Tra i risultati esaminati emerge un dato particolarmente importante per le diete chetogeniche. Questi regimi risultano efficaci nel ridurre il peso corporeo e la massa grassa, ma in diversi confronti con alimentazioni a maggiore contenuto di carboidrati si osserva anche una riduzione più pronunciata della massa priva di grasso. Una metanalisi di 18 studi randomizzati, condotti su atleti e soggetti allenati, ha rilevato una riduzione della massa priva di grasso superiore di circa 0,8 kg rispetto ai gruppi di confronto, in interventi della durata compresa tra quattro giorni e dodici settimane.
Il significato di questa differenza richiede particolare attenzione. La massa priva di grasso non coincide con il solo tessuto muscolare. Comprende anche acqua, glicogeno, organi, ossa e altri tessuti non adiposi. La restrizione dei carboidrati modifica le riserve di glicogeno, una forma di deposito energetico presente soprattutto nei muscoli e nel fegato, e la quantità di acqua a esse associata. Una parte delle variazioni iniziali rilevate dalle tecniche di valutazione della composizione corporea può quindi dipendere da questi cambiamenti, senza corrispondere necessariamente a una perdita equivalente di tessuto muscolare. La distinzione è particolarmente rilevante negli studi brevi, nei quali le modificazioni dei compartimenti idrici possono influenzare le stime ottenute anche con metodiche diffuse come la bioimpedenziometria (BIA) e l'assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA). La durata dell’intervento e il metodo di misurazione diventano, di conseguenza, elementi essenziali per interpretare correttamente il risultato.
Questa precisazione non permette, tuttavia, di attribuire automaticamente all’acqua e al glicogeno tutta la riduzione osservata. Una perdita effettiva di tessuto muscolare può verificarsi durante una restrizione energetica, indipendentemente dal modello alimentare adottato. Inoltre, gli studi riuniti nel documento differiscono per caratteristiche dei partecipanti, durata, apporto proteico, deficit calorico e attività fisica. Quando energia e proteine sono mantenute comparabili tra i gruppi, le differenze nella perdita di massa grassa tra alimentazioni chetogeniche e non chetogeniche tendono a ridursi o a non risultare statisticamente significative. Il documento non dimostra quindi né una superiorità intrinseca della chetosi nel dimagrimento né che la riduzione della massa priva di grasso osservata durante una dieta chetogenica corrisponda interamente a perdita muscolare. Occorre anche considerare che si tratta di un documento di consenso fondato su una valutazione qualitativa delle evidenze, senza una classificazione formale della loro certezza mediante il metodo GRADE, e che la sua attenzione principale riguarda adulti generalmente sani, fisicamente attivi o atleti, pur includendo evidenze provenienti da popolazioni con sovrappeso e obesità.
Il contributo più utile di questo position stand consiste nello spostare l’attenzione dalla sola quantità di peso perso alla composizione del peso perduto e alle condizioni che possono influenzarla. Il documento riconosce l’importanza di un apporto proteico adeguato e dell’allenamento di forza nel contenere la perdita di massa magra durante il deficit energetico, indipendentemente dalla distribuzione dei carboidrati e dei grassi. Ne deriva una distinzione fondamentale anche nella valutazione delle diete chetogeniche. Una diminuzione della massa priva di grasso non può essere ignorata, ma non può nemmeno essere interpretata automaticamente come perdita di muscolo. Allo stesso modo, la maggiore rapidità del calo ponderale non costituisce, da sola, una misura della qualità del dimagrimento. Il risultato deve essere letto considerando le condizioni nutrizionali, la durata dell’intervento, il metodo di valutazione e la possibilità che acqua, glicogeno e tessuti corporei contribuiscano in misura diversa alla variazione osservata.
Il lavoro completo è disponibile sul Journal of the International Society of Sports Nutrition.
